Tutti noi quando abbiamo per la prima volta intrapreso l’attività subacquea, ci siamo subito resi conto dell’ importanza e dell’efficacia delle pinne.
Al nostro primo corso subacqueo, il nostro istruttore ci ha sicuramente spiegato il ruolo che questo componente dell’attrezzatura di base riveste per le nostre immersioni.
Senza pinne è molto difficile muoversi nell’acqua, queste con la loro forma offrono una superficie maggiore di quella del nostro piede, consentendoci di nuotare più velocemente e per tempi più lunghi, utilizzando i muscoli delle gambe. Questo importante componente dell’attrezzatura, rappresenta l’elemento di propulsione del subacqueo.
Io dopo tanti anni di attività subacquea, mi sento di poter dare qualche consiglio soprattutto a chi per la prima volta si avvicina a questo sport e come istruttore cerco sempre di consigliare al meglio i miei allievi.
Spesso si sentono subacquei esperti e non, discutere su quale tipo di pinna sia migliore: io penso che in realtà non ci sia la pinna “migliore“ per tutti, poiché la corporatura, la muscolatura e la condizione fisica di ogni subacqueo sono differenti, quindi anche le prestazioni di ogni pinna sarà differente a seconda della persona.
Nella scelta di una pinna bisogna fare qualche considerazione, la prima è quella di capire a quale uso sono destinate, i materiali, il design e le caratteristiche possono variare a seconda del tipo di pinne, è importante saper distinguere queste differenze per poter scegliere le pinne che più si adattano alle esigenze personali, nella scelta dei materiali si dovrà tenere conto della buona qualità e cioè materiali che dovranno essere i grado di sopportare l’esposizione al sole, alla sabbia ed al sale.
Se l’uso è per esempio l’apnea, sicuramente sceglieremo delle pinne a scarpetta chiusa con la pala lunga e rigida che ci daranno un’ottima spinta soprattutto nel momento dello stacco dal fondo, per poter muovere tali pinne bisogna però avere le gambe allenate. Se l’uso è invece l’immersione con ARA sicuramente sceglieremo una pinna con una pala più corta e più larga, con il cinghiolo regolabile ed aperte sul tallone. Per il subacqueo che si avvicina per la prima volta a questo sport è consigliabile scegliere un tipo di pinna che dia un buon compromesso tra spinta e flessibilità.
Nel caso delle pinne a scarpetta chiusa, queste dovranno calzare perfettamente, la prova e l’uso di questa pinna, dovranno essere fatti indossando un calzare in neoprene, che oltre a proteggerci dal freddo ci proteggerà anche da eventuali abrasioni sul tallone, in questo caso la taglia della pinna dovrà essere leggermente superiore. Nel caso della pinna con cinghiolo regolabile ed aperte sul tallone, la prove e l’uso che dovranno essere fatti con un calzare in neoprene a stivaletto e con la suola rigida, molto comoda per camminare per esempio su spiagge di ciotoli, su scogli o comunque su qualsiasi terreno accidentato.
Un ultimo consiglio, le pinne servono per nuotare e non per camminare fuori dall’acqua , perciò cerchiamo di evitare di indossarle quando siamo ancora lontani dal punto di entrata in acqua, sia quindi dalla riva, sia dalla piattaforma della barca.
Mario Bracalenti
SNSI Instructor Air Program